Messico
Un paese caldo con la ricchezza di una cultura plurimillenaria. Le spiagge caraibiche da cartolina della Riviera Maya, l’imponenza delle piramidi atzeche e delle rovine maya dello Yucatan, cibo e tradizioni gastronomiche tutte da scoprire. Sono solo alcune istantanee da una terra straordinaria come il Messico. Paese ricco di contraddizioni, dove la bellezza convive con la povertà, la magia mistica dei ruderi precolombiani con la violenza delle strade dei quartieri di periferia, un viaggio in Messico è un’esperienza di vita, che non si dimentica. Attualmente il Messico ha 26 siti dichiarati dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità e 59 aree naturali protette.
Il Messico ha colori forti, accesi, in bilico tra emozioni contrastanti e quasi sempre irresistibili: come lo splendore e il dramma della sua storia millenaria, quella antichissima dei popoli Maya oppure quella più recente dei conquistatori spagnoli e infine dell’indipendenza nazionale. Come la ricchezza e la miseria che ancora oggi convivono in un quadro pieno di fascino, sotto un cielo indescrivibile e bellezze naturali dietro ogni angolo.
Cosa vedere in Messico? Città del Messico, Chichén Itza e molto altro. Scopri i migliori luoghi da vedere!
Cosa vedere e cosa fare in Messico
Città del Messico
Città immensa, meravigliosa e piena di contraddizioni. Con un fascino quasi ineguagliabile. Il Centro Historico è ovviamente la base da cui partire, caratterizzato dagli edifici coloniali eleganti e ricchi di storia. Questo è il cuore pulsante della città. Plaza della Constituciòn in particolare, sede delle istituzioni, è il centro di tutto. Una piazza enorme, senza limiti, chiamata anche El Zòcalo. In occasione di grandi eventi può contenere fino a 200 mila persone, così grande che normalmente sembra sempre un po’ vuota. Un tempo proprio qui sorgeva il centro cerimoniale dell’antica Tenochtitlàn, la capitale dell’impero azteco.
Fu con i materiali ricavati dalle rovine dell’antico Teocalli, il tempio Mayor distrutto e saccheggiato dagli spagnoli, che a partire dal 1573 fu costruita la Catedral Metropolitana che oggi domina il lato nord della piazza e che ricorda nella sua struttura la Cattedrale spagnola di Siviglia. Sul lato est della piazza ecco il Palacio Nacional, casa del potere esecutivo messicano. Sorge sulle rovine del palazzo di Montezuma, poi residenza dello spietato conquistatore Hernàn Cortés.
Da un balcone dell’edificio ogni anno a dicembre il presidente messicano parla alla nazione nel Grito de Dolores, l’atto che diede inizio alla Guerra d’indipendenza messicana nel 1810. All’interno sono visibili i dipinti murales dell’artista Diego Rivera. Al centro della piazza sventola sempre il tricolore messicano. Oltre al centro storico, meritano una visita le rovine azteche della Grande Piramide nella vecchia città di Tenochtitlàn, quelle che costituivano il Templo Mayor. La piramide più alta arriva a un’altezza di 60 metri.
Poco più lontano dal Zòcalo, ecco il Bosque del Castello di Chapultepec, un vero e immenso parco a 2325 metri sul livello del mare su una superficie di 6,7 chilometri quadrati. Il castello è sede del Museo nazionale di storia messicana, al centro di una ricca vegetazione che ospita una biodiversità faunistica molto interessante. Poco distante da qui c’è anche il Museo Nacional de Antropologia.
Nel centro storico uno degli edifici più imponenti è il grattacielo della Torre Latinoamericana, 204 metri di altezza e 44 piani. Tra i simboli della città anche il Palacio de Bellas Artes, patrimonio dell’umanità Unesco, sede dell’Opera e di esposizioni artistiche. Il palazzo è adiacente all’Alameda Central, uno dei parchi cittadini più belli e frequentati. Dal palazzo delle Bellas Artes si estende il viale Paseo de la Reforma che divide la città in diagonale, ispirato ai grandi boulevard europei. L’Angelo dell’Indipendenza è una colonna che celebra appunto la conquista dell’indipendenza messicana, mentre Plaza Garibaldi è celebre per i gruppi di mariachi che suonano con i tipici costumi.
Infine d’obbligo una visita alla casa Museo dove visse Frida Kahlo, nel coloratissimo quartiere di Coyoacàn, tra mercatini e spettacoli di mariachi e in mezzo a locali che offrono churros, tacos e tutti i piatti della rinomata cucina messicana. Fuori dalla capitale, a circa quaranta chilometri, Teotihuacan ospita la Piramide del Sole e la Piramide della Luna, assieme ad altri edifici di epoca precolombiana. Verso sud si arriva invece a Xochimilico, la Venezia del Messico nei cui canali si naviga a bordo della trajinera, equivalente delle gondole.

Chichén Itza
Cinquanta chilometri a est di Merida sorge Chichén Itzà, una delle città in rovina di maggior impatto del Messico. Si tratta di uno dei centri più importanti del periodo precolombiano e testimonianza di uno stile architettonico molto vario. La città ha elementi sia Maya sia Toltechi come la Piramide di Kukulkàn, conosciuta anche come El Castillo. Qui durante gli equinozi la luce del sole forma un’ombra a forma di serpente che sembra strisciare lungo le quattro scalinate della piramide. Ognuna di queste ha 91 gradini, in tutto sono 364 e se aggiungiamo l’ultimo e unico gradino che permette di entrare nel tempio, il totale fa 365 ovvero i giorni del ciclo solare. Anche qui c’è uno spazio dedicato al Juego de la Pelota, con tanto di tribune ai lati.
Leggenda vuole che il capitano della squadra vincitrice dovesse porgere la testa al capitano della squadra sconfitta che poi lo avrebbe decapitato. Sembra una bizzarria, ma pare che i Maya credessero che in questo modo i vincitori avrebbero avuto un accesso diretto al Paradiso. In fondo a questo edificio troviamo il Tzompantli, il Muro dei Teschi. Nella Piattaforma di Venere, invece, è rappresentato un uomo serpente con le ali, mentre il Tempio dei Guerrieri è un’altra piramide con un altare per i sacrifici.

Cancun
Cancun è uno dei luoghi più celebri delle vacanze nel mondo per le sue spiagge da sogno con hotel di lusso e cucina messicana a buon prezzo. Si trova nella penisola dello Yucatan, a nord-est del Caribe messicano. Costruita per il lancio del turismo nel 1970 dal governo, da luogo disabitato che era è diventata una città che ogni anno ospita migliaia di visitatori principalmente da Stati Uniti e Canada ma anche dall’Europa. È divisa in una zona centrale e in un’altra occupata interamente dalle strutture alberghiere, dove però trovano spazio anche musei e addirittura alcune rovine Maya.
Ovviamente l’attrazione principale è rappresentata dalle spiagge. In primis le più famose come la Playa Tortugas e la Playa Caracol, una più adatta agli sport acquatici e l’altra ideale per il relax, mentre Playa Delfines è dove si organizzano tour per vedere i delfini. Tra le più apprezzate per le feste notturne, ecco Playa Chac Mool. L’offerta è infinita ed è impossibile annoiarsi a Cancun, di giorno come di notte, specialmente nei club raccolti nella zona di Forum by the Sea, dove pagando l’ingresso si ha diritto a bere quante birre si vogliono. Se invece interessa la cultura locale, il Museo Maya raccoglie molto materiale proveniente da siti archeologici della zona.

Guadalajara
Nel cuore dello stato di Jalisco, città natale di alcuni simboli messicani come la tequila e i mariachi, la seconda città del Messico è forse la più rappresentativa di un popolo intero. Nel mese di settembre va in scena la festa dell’indipendenza messicana e anche il Festival internazionale Mariachi, ma qualunque momento è adatto: il clima è favorevole tutto l’anno nella città dell’eterna primavera.
La visita parte sempre dal centro storico, magari da Plaza de Armas dove svetta tra gli altri edifici storici il Palacio de Gobierno. Oppure da Plaza Guadalajara dove si può ammirare la facciata inconfondibile della cattedrale a due punte, con la caratteristica combinazione di tonalità del giallo. Fuori da Plaza Liberacion troviamo il Teatro Degollado con il mosaico che rappresenta le nove muse sulle robuste colonne corinzie. L’Hospicio Cabanas è patrimonio Unesco con alcuni murales di José Clemente Orozco e in zona merita un’occhiata il Mercado San Juan de Dios, il più grande mercato coperto di tutta l’America Latina. E questa è la porta per il magico mondo delle specialità culinarie messicane.

Puerto Escondido
Un meraviglioso sbocco sul mare per la catena montuosa che dalla Sierra Madre del Sud si muove come un serpente lungo lo stato di Oaxaca per tuffarsi nell’Oceano Pacifico. Puerto Escondido circonda una baia straordinaria, abbracciata da gigantesche formazioni rocciose. Bellezza e voglia di avventura sono le molle che muovono il turista in questi luoghi il cui spirito è stato ben rappresentato dall’omonimo film di Gabriele Salvatores. Una delle mete preferite dai messicani e dai turisti di tutto il mondo, dove confluisce la storia di civiltà millenarie con l’architettura coloniale e le tradizioni che sono rimaste vive fino ai giorni nostri.
Le spiagge di Puerto Escondido sono piene di gente, anche se in molti periodi dell’anno si svuotano e mostrano un aspetto rassicurante e tranquillo. Un angolo di paradiso impreziosito dalle lagune costiere e dalle specie animali che lo abitano: uccelli esotici e tante tartarughe. Per la sua conformazione è un punto di riferimento anche per il surf, appassionati di parapendio e di immersioni subacquee.

Oaxaca
In questo stato la biodiversità è presente ovunque, come sanno bene gli amanti del birdwatching: il 70 per cento delle più di 700 specie di uccelli del Messico è ospitato qui, in particolare nell’area montuosa intorno a Hierve el Agua dove non è difficile osservare da vicino alcuni esemplari di questa regione. Ma ci sono anche le due cascate pietrificate a catalizzare le attenzioni: sono il risultato di secoli di sorgenti fluide così ricche di calcio da risultare oggi incastonate nella pietra. E sempre nella roccia hanno trovato spazio anche due piscine naturali a sfioro, che si affacciano sul blu e il verde delle montagne.
In una delle regioni più ricche di testimonianze d’archeologia, Mitla si distingue per i mosaici intagliati che si incastrano perfettamente e lanciano il loro sconosciuto messaggio all’aldilà. Monte Albàn, sito Unesco, è stato abitato per 1500 anni dai popoli Zapotec, Mixtec e Olmec e hanno ancora intatti, oltre alle piramidi, un osservatorio e il campo da ballo che domina la valle dall’alto di 400 metri. Da non perdere il Templo de Santo Domingo in stile barocco in un giardino. La Cattedrale è il gioiello di Oaxaca, ricostruita più volte dal 1535.

Uxmal
A un’ora e un quarto di viaggio verso sud, troviamo la città in rovina dei Maya già passata sotto la protezione Unesco, celebre per la sua architettura lineare e per le sculture in pietre decorate. Ma soprattutto per il colore della pietra calcarea che la caratterizza e che le ha fatto meritare la nomea di Città Rosa. Nel periodo di massimo splendore, la città di Uxmal era abitata da 20 mila persone e le decorazioni degli edifici era ricche e molto eleganti, quasi a sottolineare la posizione di egemonia rispetto ad altre città. Nonostante un sistema idrico all’avanguardia, fu un periodo di siccità a determinare l’inizio della sua fine. La foresta tropicale si riprese il terreno coprendo le rovine, scoperte solo nell’800.
Molto ben conservata appare la Piramide dell’Indovino, secondo la leggenda costruita in una sola notte da un nano. La forma è davvero singolare, su base ellittica, con una scalinata ripidissima che porta all’ingresso dove una maschera di Chaac attende i visitatori a bocca aperta. Poco più bassa è la Gran Piramide, edificio solo in parte riportato alla luce. E poi il Quadrilatero delle Monache, il cui nome è conseguenza di un errore degli spagnoli che pensarono di aver trovato un convento. Si trattava invece di una scuola, forse militare. Quattro palazzi eleganti, ricchi di decorazioni in stile Puuc. Importante anche il Palazzo del Governatore, lungo un centinaio di metri. Tra questi ultimi due edifici sorge il Campo da gioco della pelota, mentre a fianco si trova la Casa delle Tartarughe, rappresentate in un cornicione decorato.

Fonti: https://www.veratour.it/ - https://www.costacrociere.it/

